In Italia

Il Ministero della Sanità Italiano riconosce l’ozono come
“PRESIDIO NATURALE PER LA STERILIZZAZIONE DEGLI AMBIENTI CONTAMINATI DA BATTERI, VIRUS, SPORE ECC. ”
(protocollo n° 24482 del 31/07/1996).
• Il Ministero della Salute con CNSA del 21/10/2010 ha inoltre riconosciuto l’utilizzo dell’Ozono nel trattamento
dell’aria e dell’acqua come agente disinfettante e disinfestante.

In Europa

Utilizzato dal 2003 per la disinfezione e sterilizzazione nei processi di imbottigliamento dell’acqua, è regolamentato
ai _ni alimentari dalla Direttiva 2003/40/CE della commissione EFSA del 16 maggio 2003.
La FDA (Food & Drugs Administration), l’USDA (U.S. Department of Agricolture) e l’EPA (Environmental Protection
Agency) hanno approvato l’Ozono come agente antimicrobico “GRAS”, l’USDA ed il National Organic Program
l’hanno approvato anche quale principio attivo per la sanitizzazione di super_ci (plastiche e Inox) a contatto diretto
con alimenti senza necessità di risciacquo e con nessun residuo chimico.

 

 

Molte università nel mondo hanno validato il processo di sanificazione ad Ozono, in Italia alcune università hanno rilasciato dei lavori e protocolli di laboratorio: ( vedi allegati pdf)

Università degli studi di Trieste -Dipartimento di Scienze della Vita (Progetto D4 Rizoma) – Test di abbattimento della carica microbica

Università degli studi di Pavia -Dipartimento di Scienze Fisiologiche e Farmacologiche

Test di abbattimento della carica batterica, lieviti e muffe in aria e sulle superfici;

 

Università degli studi di Milano – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Veterinarie per la Sicurezza Alimentare

Studio dell’utilizzo dell’ozono gassoso come sanificante nell’industria delle carni

 

Università degli studi di Parma – Istituto di microbiologia

Prove di verifica della capacità sterilizzante su colonie batteriche e.coli, s.aureus, ps.aeruginosa, str dura; 

 

Università di Napoli

Prove in vitro del potere inattivante dell’ossigeno nascente verso enterobatteri patogeni e assenza di mutazioni genetiche;

 

Università di Udine – Dipartimento di scienze degli alimenti prot. 219/94

Test di decontaminazione su superfici piane di attrezzature adibite a lavorazioni carni salmonelle – listerie;

 

 

VALIDAZIONE DELL’ EFFICACIA DELL’ OZONO SULLA CARICA BATTERICA

L’ azione ossidante esplicata dall’ozono ha fatto sì che sin dalla sua scoperta fosse utilizzato come agente battericida, fungicida e inattivante dei virus (Tabella 1). Esso è stato utilizzato inizialmente come agente disinfettante nella produzione di acqua potabile, in Francia dal 1906 ed in Germania dal 1972. La scelta dell’ozono fu basata sul fatto che esso è più efficace di altri disinfettanti verso un più ampio spettro di microorganismi.
I diversi batteri mostrano una sensibilità variabile all’ozono: il meccanismo di attacco batterico è costituito dall’ossidazione lipidica della membrana cellulare dei batteri; le cause della differente sensibilità sarebbero imputabili alle differenti composizioni lipidiche della parete stessa; tuttavia la concentrazione di lavoro dei generatori di ozono permettono un efficace eliminazione dei batteri .

L’inattivazione dei virus avviene rapidamente in seguito ad ozonizzazione, anche se richiede una somministrazione di gas a concentrazioni superiori rispetto a quella necessaria per i batteri. Si è osservato, infatti, che le curve di inattivazione mostrano un rapido abbattimento delle colture fino al 99%; il restante 1% richiede un tempo maggiore per la totale inattivazione; l’azione dell’ozono consisterebbe in un’ossidazione, e conseguente inattivazione, dei recettori virali specifici utilizzati per la creazione del legame con la parete della cellula da invadere. Verrebbe così bloccato il meccanismo di riproduzione virale

Numerosi studi condotti sin dall’inizio del XX secolo hanno riportato che l’azione antimicrobica dell’ozono, sia in fase acquosa che gassosa, poteva essere sfruttata nella lavorazione e nella conservazione degli alimenti (Broadwater et al., 1973; Kuprianoff 1953).
Successivi esperimenti dimostrarono che né l’aspetto, né il sapore degli alimenti veniva alterato dall’ozonizzazione (Violle et al 1929; Kuorianoff 1953; Kim et al., 1999). Si consideri che già nel 1910, le industrie alimentari tedesche utilizzavano l’ozono per la conservazione della carne e delle uova, dimostrando che l’uso di ozono in fase gassosa nella conservazione refrigerata preveniva la crescita dei funghi e delle muffe.

Tabella 1<. Inattivazione di batteri, virus, funghi, muffe ed insetti in seguito ad ozonizzazione
(Fonti: Edelstein et al., 1982; Joret et al., 1982; Farooq and Akhlaque,1983; Harakeh and Butle,
1985; Kawamuram et al. 1986)